Il campionato della generosità

di Sandro Calvani - Ogni anno il famoso Guinness Book of Records registra tutti i record mondiali possibili e immaginabili, molti dei quali sono collettivi, tanto che alcuni Comuni si organizzano per vincere il record mondiale di città con meno traffico, con più aree verdi, più piste ciclabili o aria più pulita. Anche a livello nazionale, dopo il declino della classifica del Pil (prodotto interno) lordo, sono divenuti più importanti altri indici, come l’indice internazionale di pace, quello della felicità e quello del benessere.

In un mondo dove tutto è sempre più interdipendente, è spuntato anche l’indice mondiale di generosità. Il nuovo GDP significa dunque Gross Domestic Philantrophy (Indice nazionale di filantropia). Ma chi vince il record mondiale della generosità? Per il 2016, per il terzo anno consecutivo, il Myanmar (ex Birmania) ha vinto la classifica mondiale del Paese più generoso nell’aiuto diretto alle persone che ne hanno bisogno, secondo il rapporto Indice Mondiale del Donare di Charities Aid Foundation (CAF). In linea con gli anni precedenti, più di 9 persone su 10 in Myanmar hanno donato soldi nel mese precedente alle date dell’inchiesta. Inoltre il Myanmar ha migliorato rispetto al 2015 il numero di volontari che donano il proprio tempo e il numero di coloro che fanno donazioni in denaro a sconosciuti.

L’ottimo risultato potrebbe essere dovuto alla grande influenza che ha il buddismo Theravada nel Paese, oppure potrebbe essere l’effetto del grande ottimismo che c’è tra i birmani dopo le riforme promosse dal governo di Aung Sang Suu Kyi, dopo anni di governo militare.

A livello globale, aiutare uno sconosciuto continua ad essere il modo più comune di aiutare gli altri e, per la prima volta da quando viene pubblicato il rapporto CAF, oltre la metà degli intervistati hanno fatto donazioni o aiutato uno sconosciuto, indicando dunque una tendenza di rafforzamento della voglia e delle pratiche di generosità. Il fenomeno sembra crescere praticamente ovunque, compresi Paesi ricchi e poveri, economie in transizione e regimi totalitari.

Cresce anche la generosità nei momenti di avversità, quando c’è un bisogno straordinario a seguito di disastri, conflitti e situazioni di rifugiati e senzatetto, soprattutto tra le vittime stesse. Per esempio, il rapporto sottolinea la forte crescita della generosità tra irakeni, libici e nepalesi a seguito di gravi situazioni di necessità. Tra i primi 10 Paesi nella classifica di generosità del rapporto CAF, 6 sono in Asia e Pacifico: Myanmar, Australia, Nuova Zelanda, Sri Lanka, Indonesia ed Emirati Arabi Uniti. Solo quattro Paesi tra i primi dieci sono in tutti gli altri continenti messi insieme: Stati Uniti, Canada, Regno Unito ed Irlanda. Ma sono asiatici anche gli ultimi tre in classifica, cioè i Paesi meno generosi al mondo: Giappone, Cambogia e Cina.

L’Italia è 82esima in classifica generale, 101esima in aiuti a sconosciuti e 95esima in volontariato, solo 15 persone su cento lo praticano regolarmente, secondo il rapporto CAF. Il Paese con il più forte miglioramento da un anno all’altro è il Nepal; è migliorata molto anche la generosità media dei Paesi africani.

Il rapporto CAF propone anche alcune raccomandazioni per migliorare la generosità umana. Tra le proposte ci sono quelle di regolamentare le donazioni in modo equo, coerente e del tutto trasparente e facilitare in tutti i modi la generosità che è sempre un primo passo verso la partecipazione e responsabilità attiva dei cittadini, compresa la loro capacità di orientare le scelte politiche dei governanti. Infine il rapporto CAF invita tutti i generosi del mondo ad unirsi alle lotte per un mondo più orientato all’aiuto reciproco futureworldgiving.org e alla vita felice attraverso economie più giuste e compassionevoli, come proposto dalla Carta e Rete mondiale della compassione (charterforcompassion.org).

Sandro Calvani
ORIENT EXPRESS
Rubrica di NUOVO PROGETTO

 

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