Cronache di frontiera

di Gian Maria Ricciardi - Il sole sta tramontando su Savona. Via Firenze 30. Monastero di Santa Teresa. Bella facciata della chiesa, la porta d’ingresso ha gli anni e la cura della povertà e della sobrietà.

Scorre, fuori, sul lungomare la nostra vita: coppie felici con i figli insieme; donne infelici per i mille motivi che popolano le nostre giornate, immigrati che ti offrono di tutto, uomini e donne della buona borghesia con la pelliccia di visone e le borse vere firmate, mendicanti autentici o intruppati in qualche oscura organizzazione criminale, e le scale che si arrampicano verso una casa di Dio che oggi, è domenica pomeriggio, nessuno sale. La porta si apre con uno scatto che simula l’apertura ad un mondo che non sembra appartenere a questa società, con Trump che blocca i rifugiati, l’Ungheria e la Macedonia dei muri, Putin che provoca l’Europa e tutti gli altri egoismi nazionali.

Intorno tutto tace. Ognuno consuma le sue ore di distensione come crede. Poi, all'improvviso, i vetri dietro ad una grata si aprono. Sono le 17,35. Voci genuine e giovani innalzano i loro suoni a Dio. Incredibile. Mentre la Chiesa vive il suo travaglio millenario, papa Francesco ci invita a non possedere perché chi possiede vorrebbe sempre di più, le cronache raccontano storie dolore e vergognose di qualcuno che ha perso la dignità, qui a ridosso di una città che rinasce, una decina di donne prega. Prega con anima e cuore. Prega nonostante le tante storie di incredibile ignavia e di degradazione che ci circondano. Basta leggere i giornali.

Prega nella purezza dell’offerta a Dio di una vita. Arrivano gli echi degli inviti del papa a cancellare la burocrazia. Arrivano insieme ai dubbi e alle tante difficoltà che accompagnano le nostre ore nell'autentica voglia di accoglienza. Fuori ci sono le parrocchie che aprono gli oratori, i vescovadi che rinunciano alla loro inviolabilità per accettare i nuovi protagonisti dell’Exodus epocale che tutti, prima o poi, ci sta interrogando.

Nessuno nega le difficoltà, i timori, le paure, ma lì, oltre la grata, in una chiesa che non ha nulla di più di un crocefisso, un altare, il Santissimo, l’immagine di Santa Teresa, ci sono persone che declinano i salmi. È questa la vera, grande, incredibile ricchezza di una Chiesa in cammino e della Chiesa in uscita. È tutto vero: monsignor Nunzio Galatino, segretario generale della Cei che dice alla politica italiana “non avete saputo fare il vostro mestiere”; il cardinal Angelo Bagnasco che chiama a raccolta il popolo di crede veramente; i mille volontari che si battono con la Caritas dappertutto per arginare il disagio degli italiani e dei nuovi arrivati.

È tutto vero. Sono veri i dubbi di chi crede ma non ha coraggio di schierarsi; sono vere le remore di chi sceglie, colpevolmente, l’indifferenza; e quelle di chi, con l’aiuto di Dio, porge le mani le mani. È tutto vero. Il grande dibattito sull'atteggiamento verso i gay; lo slancio di chi chiede un maggior spirito di misericordia verso le coppie civili, i divorziati, i risposati. Certo, è vero il tramonto splendido che sfiora ed illumina la raffineria (quella delle due torri a calzamaglia) che ha ancora forse qualche problema giudiziario.

Ma sono vere anche le fatiche di chi, in questa domenica d’inverno, a fatica, supera i gradini per arrivare al monastero nel silenzio della sera incipiente. È tutto vero. Ma più vero, quasi incredibile, sono quelle voci che dal coro salgono verso il Signore. Sono la prova vivente di una preghiera che illumina, rischiara, purifica, avvolge e coinvolge.

Poi le monache, carmelitane scalze, torneranno alla loro cena, parca e sobria, semplice e genuina. Torneranno, certo, con la serenità di una carezza di Dio che le aiuterà e aiuterà tutti a trovare le soluzioni più giuste. Un bel tramonto, un tramonto giusto.

Gian Maria Ricciardi
TODAY
Rubrica di NUOVO PROGETTO

 

 

 

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

E' possibile modificare le opzioni tramite le impostazioni del Browser. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca su informazioni.