Sermig

Fedeli fino alla morte

di Domenico Agasso jr - Chi non ha paura della morte, alzi la mano. Beato lui o lei. Ma probabilmente la maggioranza delle persone non la alzerebbe. Eppure, c’è un modo per non avere timore del trapasso: essere fedeli a Dio. Parola di papa Francesco.

Ne parla nell’omelia del 22 novembre a Casa Santa Marta, mettendo in guardia dall’inganno dell’«alienazione» del vivere, cioè quello stile di vita scelto «come se mai si dovesse perire», esortando invece a pensare a quale «traccia lascia» la propria presenza sulla terra. La morte costringe a pensare a che cosa si lascia, a qual è la «traccia» del proprio cammino sulla terra.

Nell’Apocalisse san Giovanni ricorda che, dopo la fine dell’esistenza, ci sarà il giudizio. Per tutti. Dunque, secondo papa Bergoglio «ci farà bene pensare: ma come sarà quel giorno in cui io sarò davanti a Gesù? Quando lui mi domanderà sui talenti che mi ha dato, che ne ho fatto; quando lui mi chiederà come è stato il mio cuore quando è caduto il seme, come un cammino o come le spine: quelle parabole del Regno di Dio. Come ho ricevuto la Parola? Con cuore aperto? L’ho fatta germogliare per il bene di tutti o di nascosto?».

Il papa esorta poi a non lasciarsi «ingannare». Quale inganno intende? Il pontefice si riferisce al modo di vivere condotto «come se mai dovessi morire». Il pontefice non ha dimenticato che «da bambino, quando andavo al catechismo ci insegnavano quattro cose: morte, giudizio, inferno o gloria. Dopo il giudizio c’è questa possibilità. “Ma, padre, questo è per spaventarci…”. – “No, è la verità! Perché se tu non curi il cuore, perché il Signore sia con te e tu vivi allontanato dal Signore sempre, forse c’è il pericolo, il pericolo di continuare così allontanato per l’eternità dal Signore”». E questo è «bruttissimo!».

Ecco infine le considerazioni sulla paura del momento del trapasso. Francesco usa il consiglio dell’Apostolo Giovanni: «Sii fedele fino alla morte – dice il Signore – e ti darò la corona della vita». La fedeltà a Dio, evidenzia il papa, non «delude. Se ognuno di noi è fedele al Signore, quando verrà la morte, diremo come Francesco “sorella morte, vieni”… Non ci spaventa». E all'appuntamento col giudizio divino, si potrà guardare Dio e dire: «“Signore ho tanti peccati, ma ho cercato di essere fedele”. E il Signore è buono. Questo consiglio vi do: “Sii fedele fino alla morte – dice il Signore – e ti darò la corona della vita”».






Rubrica di Nuovo Progetto