Sermig

Generare nuove risorse per produrre sviluppo

di Tiziana Ciampolini* - Scegliamo di ripartire dai più poveri.

La costruzione di nuove forme di networking per alimentare possibilità e opportunità per le persone e per accrescere la sfera dell’interesse comune: questo l’obiettivo della Azioni di sistema anticrisi di Caritas Italiana portate vanti a Torino dall'organismo S-Nodi, che si pone l’obiettivo di co-progettare, sviluppare e valutare iniziative locali che hanno la potenzialità di diventare polizie per nuove forme di welfare. I suoi primi progetti pilota riguardano tre dimensioni fondamentali: cibo, abitazione e istruzione. Fa bene è uno di questi progetti pilota, ideato e avviato da una rete di associazioni, architetti e creativi, cooperative, commercianti e cittadini che condividono un’idea semplice: chi compra al mercato di Piazza Foroni, in Barriera di Milano a Torino, può acquistare alimenti in più destinati a chi non può permettersi cibo fresco e di qualità.

I commercianti del mercato, inoltre, mettono a disposizione il loro invenduto a fine giornata. Quanto raccolto viene poi suddiviso e consegnato in bicicletta alle famiglie segnalate dai servizi sociali; chi riceve, a sua volta, ricambia quanto ricevuto impegnandosi a favore della comunità. Nel giro di pochi mesi, al progetto Fa bene hanno aderito 60 commercianti, che hanno riconosciuto i vantaggi economici e sociali dell’iniziativa. Ad un anno dal suo avvio, il progetto è stato esteso ad altre due circoscrizioni torinesi e sono stati siglati accordi con le istituzioni locali. Tra le persone occupate stabilmente in Fa Bene, diversi sono gli ultracinquantenni reinseriti nel mondo del lavoro: le loro storie sono molto diverse, ma tutti sono stati capaci di rimettersi in gioco, senza cedere allo sconforto. Le loro esperienze sono esempi di inclusione e di contemporanea coesione sociale, di un contesto che ha saputo modificarsi per accogliere.

Il secondo progetto pilota di S-Nodi è Giovani Investimenti, dedicato a sostenere quelle famiglie del quartiere di Barriera di Milano che vogliono garantire un’adeguata formazione ai propri figli. Il territorio è caratterizzato dal più alto tasso cittadino di insuccesso e abbandono scolastico, da una rilevante presenza di famiglie a basso reddito, da un tasso di immigrazione doppio rispetto alla percentuale cittadina e da una significativa mancanza di protagonismo giovanile. La sperimentazione ha coinvolto 50 ragazzi del biennio della scuola superiore, cui insegnanti volontari e qualificati hanno dedicato 1.500 ore di ripetizioni in poco più di 6 mesi. In questo caso, come in quello precedente, attraverso un patto di reciprocità, i giovani coinvolti sono stati chiamati a restituire quanto ricevuto, partecipando ad un progetto di comunicazione sociale, costruendo idee e iniziative per lo sviluppo di nuove risposte sociali.

Sempre in Barriera di Milano, nella casa di ospitalità notturna di Via Ghedini è attivo Costruire bellezza, il terzo dei progetti pilota di S-Nodi, che interviene sull'empowerment delle persone senza dimora. Nel progetto sono coinvolti studenti di design del Politecnico di Torino, di antropologia e scienze dell’educazione dell’Università, operatori sociali del Servizio Adulti in Difficoltà del Comune, educatori delle cooperative sociali e utenti dei servizi. Attraverso la progettazione partecipata di workshop e laboratori, insieme sperimentano quelle condizioni di benessere e di relazione necessarie per mettere in valore le capacità e le competenze di ciascuno. Riattivare la fiducia in se stessi, riallacciare relazioni significative, recuperare abilità e riconoscersi capaci di progettare sono gli elementi alla base di ogni percorso di inclusione sociale e abitativa.

L’innovazione sociale si manifesta nel contributo che le persone danno alla creazione e all'evoluzione dei propri ambienti di vita, persone diverse per età, genere, ceto sociale, competenze, ruolo sociale e professionale che condividono lo stesso contesto e lo stesso bisogno di stare bene, declinando in modo nuovo il concetto di welfare. Non c’è differenza tra chi dà e chi riceve, tra operatore e volontario, tra utente e professionista: ciascuno è chiamato a compiere entrambe le azioni, per un impegno di co-creazione e co-produzione in vista della realizzazione di obiettivi e beni comuni.

Le Azioni di sistema anticrisi di Caritas Italiana hanno tra gli obiettivi la costruzione di nuove forme di networking, sia per alimentare possibilità e opportunità per le persone, sia per accrescere, sul piano collettivo, la sfera dell’interesse comune. Queste nuove pratiche potrebbero anche inaugurare una nuova stagione per la governance pubblica e per la politica in generale, articolando in modo inedito obiettivi, performances e valutazioni. Dai territori stanno nascendo soluzioni da riconoscere e monitorare per selezionare e sostenere le più efficaci affinché durino e si replichino in modo idoneo in altri contesti divenendo infine politiche che, attraverso regole nuove, portino sviluppo per tutti.

Foto: Max Ferrero / SYNC

* Osservatorio Caritas Torino
Delegazione Piemonte e Valle D’Aosta
CEO programma Azioni di sistema Anticrisi Caritas Italiana, S-NODI

NUOVO PROGETTO