Sermig

Riflessioni sul credo (11/16)

di Giuseppe Pollano - credo la santa Chiesa cattolica (2/2)

COME È STATO PENSATO IL POPOLO DI DIO

Nel popolo di Dio, e a suo vantaggio, Cristo Signore ha posto dei ministeri (modi di servire) affinché tutti possano raggiungere l'unico fine della Salvezza.

Gerarchia è un termine che indica un insieme a più livelli di strutture che prevedono delle responsabilità, dunque una distribuzione di ruoli. A vantaggio del popolo di Dio Cristo ha posto dunque dei modi di servizio, dei ministeri. Chi fa diventare il suo ministero non un servizio quanto un prestigio, tradisce il pensiero di Gesù Cristo.
Mentre magistero deriva dal latino magis (più), il ministero deriva da minus, servo, ministro, colui che serve tutti. In questo senso va capito e vissuto il ministero, finalizzato ad aiutare il popolo di Dio a raggiungere la salvezza. Io sono un peccatore e se non c’è nessuno che ha il ministero, l’incarico e il potere di perdonare i miei peccati, cado nell’angoscia perché non posso perdonarmi da me.

Eleni Kapetanaki, I dodici apostoliGesù ha scelto i dodici a cui ha dato un ministero complesso, quello di insegnare, santificare, reggere, radunare nella carità il popolo di Dio, con il mandato di trasmettere tale incarico ai loro successori fino alla fine dei tempi.
Insegnate me, dite me: ecco l’evangelizzazione permanente, la verità di Gesù che non cambia nella Chiesa.
Santificate, perdonate, date la grazia, battezzate: ecco un altro grande servizio.
Reggete, dite al popolo di Dio come deve vivere per piacermi, conducetelo, guidatelo, radunatelo nella carità: un servizio molto forte e delicato.
Sono servizi che prendono la vita, che non si possono adempiere di tanto in tanto.
I pastori o vescovi sono stati costituiti da Cristo a servizio della Chiesa e ogni pastore ha un pezzetto di Chiesa, un territorio (la diocesi), dove si trova il gregge che deve servire. E poi c’è l’insieme dei Pastori (Collegio), che ha come capo il successore di Pietro, il romano Pontefice, "principio e fondamento perpetuo e visibile dell'unità di fede e di comu¬nione” (LG 18).

La tentazione forte e permanente della Chiesa è, per il popolo di Dio, di trattare il pastore da persona più importante e, per il vescovo, di lasciarsi trattare da persona più importante. Abbiamo certamente avuto tempi in cui siamo caduti nell’eccesso di questo senso di importanza e prestigio. È vero che si dice che la gente ha bisogno di vedere qualcosa, ma è il tuo cuore che deve rimanere profondamente umile e profondamente servo. I Dodici non erano grandi uomini. Gli Atti raccontano che quando hanno incominciato ad essere perseguitati e sono stati condotti dai capi, sono stati definiti senza grammatica e molto idioti (popolari). Nella struttura ecclesiale più sei in alto più servi tutti, esattamente a imitazione di Gesù, il re messia che si china.

Marcello Cerrato, Il Santo PadreNon esiste la Chiesa come un insieme di chiese tutte uguali e alla pari. Questo è la difficoltà che stanno vivendo le chiese orientali, ciascuna delle quali è a se stante, fa capo solo al proprio vescovo. La teologia del Signore è diversa: la Chiesa è una, santa, cattolica, apostolica. Gesù intelligentemente, e tenendo conto di come siamo noi, ha pensato una struttura che ci potesse aiutare a non disperderci, a non finire nella confusione della storia. Che il popolo sia unico non ha escluso molte rotture dell’unità (eresie, apostasie, scismi).
Il principio non cattolico: o un vescovo santo o niente, è molto pericoloso. Di per sé è giusto pretendere che il proprio vescovo sia santo, ma non posso dire o santo o niente, perché metto solo un elemento preziosissimo ma soggettivo al posto di una struttura che è quella pensata da Cristo. La fede mi dirà che tu sei il mio vescovo anche se qualche volta non sono d’accordo con le tue decisioni. È fatica qualche volta essere nella Chiesa, per ragioni diversissime e in buona fede. Tanti, ad esempio don Bosco, hanno avuto molto da fare con il proprio vescovo. Viviamo però nella speranza e non ci spaventiamo.


IL POPOLO DI DIO, "STIRPE ELETTA E NAZIONE SANTA" (1Pt 2,9) HA COME LEGGE IL NUOVO PRECETTO DI AMARE COME LO STESSO GESÙ CRISTO CI HA AMATI

Questa è la sfida permanente dei cristiani nel mondo. L'amore affettivo ed effettivo di Cristo è infatti capace di entrare in tutta la rete culturale, politica, econo¬mica, dei rapporti umani, per fondare una "civiltà dell'amore".

Patxi Velasco Fano, AmoreIl comando di amare come lo stesso Gesù ci ha amati è di una semplicità inesorabile. Ci sono tante leggi nella Chiesa, ma, come ci ricorda Paolo, tu puoi essere osservante in tutto, però se non osservi la legge dell’amore sei nulla (1Cor 13, 1-8). In effetti è così, perché lo Spirito di Dio è carità. È un precetto difficile ma bellissimo, è la sfida permanente sia a noi, perché la dobbiamo accettare, che nostra poi al mondo perché, fin che si tratta di carità sinonimo di benevolenza, chinarsi sugli altri, avere pazienza, curare le piaghe del prossimo, il mondo è d’accordo, ma non si accontenta di questo Gesù, che è venuto non solo per gli scartati, ma per tutta la società.

Nei cristiani si profila in questo terzo millennio, al di là di tutte le tragedie che viviamo, la concezione che la carità, che l’amore all’altro, che mettere la persona dell’altro al primo posto, che credere davvero che ami l’altro come te stesso non sono soltanto magnifici e sublimi precetti al di fuori della storia, ma che possono fare la storia, anzi la fanno già.
Alcuni esempi. Oggi si parla con più facilità di carità politica: è possibile a un uomo politico, dalla cui decisione può dipendere la condizione di milioni di persone, avere un sentimento che gli ricorda che sono persone come lui. Il discorso sulla pace fatto da molte associazioni non è di semplice pacifismo, è ricostruire i rapporti tra noi su piani profondi, è cultura. Ci sono tanti economisti che accettano l’idea di inserire un criterio di altruismo, di pensare ad una economia che ha in sé un animo di carità. Chi poi non può mettere amore nei rapporti normali della sua vita? Puoi perché lo Spirito è in te. Puoi rimettere l’amore nell’amore di oggi, spesso ridotto purtroppo a un po’ di erotismo vagamente sublimato; è piuttosto pesante e faticoso, ma puoi rimettere amore perché l’amore umano è assunto dall’amore di Dio, come dice il Concilio a proposito del matrimonio (GS 48d).
È magnifico pensare che l’amore affettivo ed effettivo di Cristo è capace di entrare nella politica, nella cultura, nell’economia, nelle relazioni, e questo è l’incarico del popolo di Dio, compito veramente stupendo, in grado di fondare la civiltà dell’amore.

Mario Orofino, Il buon samaritanoIl popolo di Dio è missionario non perché soltanto dice e annuncia una verità, ma perché fa del bene, fa contenta la gente. La bella notizia, in realtà, è la bella novità: ho incontrato una persona che si cura di me e mi vuol bene sul serio. Metti amore, poi verrà il momento in cui l’altro ti guarderà e ti chiederà perché lo fai, e tu gli dirai perché gli vuoi bene, e poi perché così ha fatto Gesù, perché se non ci fosse stato lui a farlo, non l’avresti fatto neppure tu. Si arriva così al vangelo. I laici sono fortemente chiamati a questo che non è un lavoro dei preti, i quali, pur non essendone sicuramente esentati, hanno il compito di aiutare i laici ad essere così. D’altronde se il prete fa il lavoro del laico, chi fa il lavoro del prete? Ecco l’ordine della chiesa.
I laici sono chiamati più che mai a "lavorare affinché il divino messaggio della salvezza sia conosciuto e accettato da tutti gli uomini, su tutta la terra" (AA 3). I laici oggi lo capiscono, si impegnano, si potrebbe anzi dire che la condizione attuale della storia li sfida continuamente, proprio perché si stanno già impegnando.

Maria è l’immagine perfetta e già compiuta della Chiesa, come dice il Concilio; tutte le grazie che abbiamo ci vengono da lei: primo ci è venuto Gesù, e poi Gesù si fa Chiesa attraverso di lei, la sua intercessione ci ottiene tutte le grazie spirituali e materiali. La maternità di Maria che in silenzio avvolge la Chiesa e l’umanità intera è una cosa meravigliosa, ecco perché pregarla non è solo ovvio e saggio, ma assolutamente indispensabile.
Queste poche righe non hanno la pretesa di essere una esposizione completa sulla Chiesa. Ho cercato di ricordare alcuni punti forti. Per avere un po’ più di idee sulla Chiesa è interessante leggere almeno la Lumen Gentium e poi sul Catechismo della Chiesa Cattolica (Art 9) c’è una trattazione sintetica ed essenziale. Non credo che oggi, con tutte le difficoltà, contestazioni e critiche che ci sono, il cristiano possa essere ignorante sulla Chiesa.
So cosa è la Chiesa, so perché sono Chiesa, non basta più dire vado in chiesa.

 
Giuseppe Pollano
tratto da un incontro all’Arsenale della Pace
testo non rivisto dall'autore