Sogni

di Mauro Tabasso - Uno degli aspetti più belli del mio lavoro è che mi fa incontrare un sacco di gente interessante. Una volta per esempio ho conosciuto un tipo che di mestiere faceva il pescatore. Non aveva una cella frigorifera in cui conservare il pescato, così lo teneva nel bagno di casa, sotto ghiaccio. Alla sua vita è ispirata la celebre leggenda e l’omonimo film Disney Lo spada nella doccia. Un’altra volta ho incontrato una donna bellissima, contesa da due spasimanti, che un giorno si sfidarono a duello, ma lei scappò con il perdente, più carino e simpatico. Della sua vicenda ha narrato la grande scrittrice Margaret Mitchell nel suo best-seller Via col vinto.

Poi avevo un amico che abitava a Carrù e faceva il macellaio. La sua bottega si chiamava La casa del bollito. Un giorno andò nel retrobottega a prendere una lombata e sorprese la moglie in atteggiamenti equivoci col garzone. Da quell’episodio è nato il famoso film Corna a casa lessi. Poi ho conosciuto due cacciatori. Un giorno uno invitò l’altro ad una battuta, ma lui in quel periodo aveva un sacco di impegni. Così gli rispose (e da qui il titolo del famoso blockbuster): Caccia? A ottobre posso. Infine un amico allevatore aveva due tori nella stalla, uno bianco e uno nero, che non facevano altro che litigare e prendersi a cornate violentissime per prevalere uno sull’altro e diventare il maschio alfa del podere. Così nacque la celebre saga Guerre stallari. Tutte storie interessanti, non c’è dubbio, e potrei raccontarvene molte altre, come quella di Roboscop, degli Aristomatti, o quella ancor più curiosa degli Aristofatti. Ma che cosa insegnano tutti questi racconti? Beh, che tanto per cominciare, come cantava Renzo Arbore con la New Pathetic Elastic Orchestra, la vita è tutta un quiz, un immenso, grandioso, bellissimo, a volte drammatico e apocalittico spettacolo.

Un copione dove ognuno di noi può scrivere qualche battuta, recitare il proprio ruolo: quello di essere se stesso, oppure ciò che vuole (o cerca, o spera) di essere, di sembrare, secondo l’immagine che vuole dare di sé, secondo il fatto che interpreti una parte o viva semplicemente la sua. Ogni ruolo ha un significato, non solo per se stessi ma anche per gli altri. Le nostre vite, le nostre azioni, perfino i nostri pensieri influenzano altre persone, volontariamente o no.

I nostri sogni influenzano il nostro ambiente in modo importante. Quante volte il desiderio, la speranza, l’obiettivo di qualcuno ha influenzato (perfino soggiogato) la vita di molte altre persone, nel bene o nel male? Da Alessandro Magno a Hitler, dai fratelli Wright a Neil Armstrong, dal Gregoriano a Karlheinz Stockhausen, dai fratelli Lumière a George Lucas, da Archimede a Einstein, a Tesla. A volte i nostri sogni sono stati così avanti per il loro presente che solo altri li hanno potuti realizzare, molto tempo dopo, ma nel frattempo intere generazioni hanno condiviso quello scopo, lo hanno portato dentro, lo hanno alimentato, nutrito, curato, infine realizzato.

Ecco perché è così importante avere sogni belli, puliti, begli obiettivi e belle storie da portare dentro e anche da comunicare, affinché qualcuno possa arricchirli, completarli e forse renderli possibili. E per fare bei sogni è indispensabile fare pulizia dentro sé, fare posto al bello, al bene comune, all’amore, farsi piccoli e lasciare uno spazio che possa diventare casa per un’idea, perché come dice un monologo di uno dei miei film preferiti “...un’idea non muore mai”, se è buona (aggiungo io). Il pescatore senza frigo non immaginava di certo che dalla sua storia sarebbe nata una leggenda, e così il macellaio, la donna contesa e l’allevatore, ma i loro personaggi non sono passati inosservati nel film della vita, nel quiz dell’insondabile.

E sebbene l’esistenza di un pescatore possa apparire anonima, la leggenda che ne è nata continua a farmi sognare, e a farmi credere che anche un piccolo stalliere (vedi film Disney) può diventare un saggio e giusto re.

Articolo del numero di dicembre 2016







Rubrica di NUOVO PROGETTO

 

 

 

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