Sermig

Musica con sprint!

di Mauro Tabasso - La musica mi ha portato in giro per molte città, paesi e paesini della nostra fantastica nazione, anche se non ho mai visto molto. Stazione, aeroporto, teatro, albergo/ristorante, o poco più. E benché sia grave (mi rendo conto...), prima del mese scorso non ero mai stato a Firenze. Ci ero passato ma non mi ci ero mai fermato, finché non mi hanno invitato a suonarci. Zia Caterina, (foto) colei che mi ha voluto qui, nella vita è una tassista, ma il suo non è un vero e proprio lavoro; è più una missione: portare gioia, sorriso e speranza nella vita delle persone, con semplicità, con amore, e un pizzico di sanissima follia.

Dopo l’incontro con Patch Adams va infatti in giro vestita e agghindata come una Mary Poppins, ma meno seriosa, più vivace e colorata. Il suo taxy, Milano 25 che le dà di che vivere, non è esattamente un’auto, ma piuttosto un’esperienza fiabesca, estemporanea, che lei utilizza per trasportare i bambini affetti da gravi patologie oncologiche da e verso l’Ospedale Pediatrico Meyer, uno dei centri più importanti in Italia nella cura di queste malattie. Il viaggio si trasforma così in un’esperienza unica, indimenticabile, che poi lascia il posto a un’amicizia duratura (Zia segue i suoi piccoli amici finché le è umanamente possibile – alcuni oggi sono già laureati).

Se siete curiosi cercate su Facebook Milano 25 Onlus – Zia Caterina e i Supereroi Taxi Milano 25 e la troverete al primo colpo. La Zia (così la chiamano tutti i suoi piccoli Supereroi) ha invitato me e Marco (Maccarelli) a suonare e ad intervenire ad un suo evento (Color your life – organizzato allo scopo di sensibilizzare e raccogliere fondi). Per me è l’occasione per dare un’occhiata a questa magnifica città. Arrivo a sera inoltrata, è già buio e pioviggina. Sistemati i bagagli, l’albergatore ci indica un ristorante nel quale possiamo ancora mangiare. Ci accoglie un oste simpaticamente sbruffone. Indossa una maglia sulla quale campeggia una scritta: “To beef or not to beef..?”. Capisci subito che se sei vegetariano questo non è il posto che fa per te, anche se ami Shakespeare...

Appena entrati capiamo perché. È la casa della fiorentina (ma non la squadra...). Alle 23 ci raggiunge la Zia, con il cappello e il suo vestito colorato. Scherzando le dico che non ho mai visto Firenze. Mi guarda stupita e mi dice che s’ha da rimedià. Così saliamo sul suo taxy; è l’inizio di una serata mitica! L’auto è un LTC (London Taxy Company) che la Zia ha sottoposto ad un intervento di Tuning veramente da paura. Fuori è colorato come un fumetto, con le effigi di tutti i suoi piccoli Supereroi trasformati in personaggi da fumetto; un’esplosione di colori facce, firme e dediche (anche quella di Jovanotti). Sembra davvero l’auto di Mary Poppins, ma dentro è ancora più straordinaria.



Interni in pelle dai colori pastello super vivaci
, schermi a led, ogni sorta di pupazzo, peluche, maschera, parrucca immaginabile, luci psichedeliche, bolle di sapone che volano per l’abitacolo, musica a palla e un impianto radio da vero audiofilo. Si parte. La gente ci guarda e ci saluta, scattano foto. La Zia è una star e noi facciamo più figura che Mick Jagger sulla sua limousine! Mia figlia (che ci accompagna) fa foto con il telefono. Non c’è zona pedonale che tenga, la Zia ci porta dappertutto, saluta le forze dell’ordine che ricambiano e le fanno cenno di passare. Potenza della favola.

Come fai a chiedere patente e libretto a Mary Poppins? Intorno a noi è tutta una meraviglia, una magia! Ponte Vecchio by night, gli Uffizi, Santa Maria Novella, e il Duomo, di una magnificenza addirittura abbagliante. La musica estremizza tutte queste emozioni, fino alla commozione. Arriviamo in albergo che sono quasi le due del mattino, dopo aver fatto un pieno emotivo davvero memorabile. Penso all’evento dell’indomani, ai Supereroi che incontrerò, alle loro famiglie che spesso attraversano momenti difficili, dolorosi. Penso al perché la Zia mi ha voluto qui e a ciò che dirò. E penso che al mondo c’è veramente troppa, troppa bellezza per mollare. Ci sono troppe persone e cose meravigliose che val la pena vedere, conoscere e far conoscere. Penso che sono un uomo fortunato e penso che la fortuna si trasforma in felicità solo se è condivisa. Se non fosse stato per la musica forse ora non sarei qui a pensare alle cose favolose che sto ancora metabolizzando, e che ora saranno parte di me per sempre (a cominciare dalla fiorentina...).

Articolo del numero di novembre 2016






Rubrica di NUOVO PROGETTO