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Rick Derringer - I’ll be loving you


Ballad tamarrissima, che comincia con l’assolo del chitarrista – mai sentito – che in sostanza ti vuol dire, stile Tony Baretta (una vecchia serie tv), “senti, amico, io so suonare, okkey, e adesso te lo dimostro, okkey ?”.
Da lì in avanti, facile prevedere le mosse del Nostro: cori senza un domani, riff sempre uguale che va avanti ad libitum (trad. fino a che morte non sopraggiunga), 2 più 2 strofe in cui piange miseria sì, ma da vero uomo, mannaggia, niente melensaggini. E poi, giù di cori che vanno faticosamente fino alla fine del brano (7 minuti, eterno).
Tutti aspettano l’assolo di chitarra funambolico e stracciavesti
Invece niente, il chitarrista lo ascolti tra un coro e l’altro, dove si concede piuttosto generosamente. Belli i sovracuti, mi commuovono sempre.
Archetipo.

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Derringer

Il brano di per sé non è tra i più famosi, ma in questo disco non ce n’e uno debole per cui, anche qui si gusta davvero il rock d’annata.

Grandi.