La preparazione è la chiave

- intervista a Ernesto Olivero -

Qual è il sogno della nostra Fraternità per la famiglia?
La preparazione permanente. La Chiesa deve aiutare i cristiani a essere cristiani da 24 ore su 24 e non può certo pensare di farlo con un catechismo “rabberciato”, che termina quando i ragazzi hanno 11-12 anni, con il risultato che la stragrande maggioranza dei giovani a 18 anni non va più in chiesa. Se vuole aiutare gli uomini ad incontrare Cristo, deve aiutarli per tutta la vita, con un catechismo adeguato alle persone, che a 18 possono “ribollire” nel fisico, a 50 anni nella noia, a 70 anni nella paura… Deve dare gli strumenti che Cristo stesso può dare a qualsiasi uomo, di qualsiasi età. Il catechismo che ho in mente prepara alla vita, difende dalla vita quando la vita ti vuol portare lontano dal positivo, dalla luce, ed è lo stesso catechismo che può aiutare un ragazzo a sposarsi o a diventare prete, o monaco. Purché, come i sacerdoti devono continuare a prepararsi, così ogni cristiano continui a prepararsi.

Dov’è la luce per la famiglia?
È vedere in ogni situazione che cosa farebbe Cristo. Se siamo cristiani, per prendere una decisione con chi ci dobbiamo confrontare? Con il pensiero di Gesù. Ma se non lo conosciamo… Mi preoccupa che la Chiesa non si sia spaventata quando “Famiglia cristiana”, lo scorso anno, ha pubblicato un sondaggio secondo il quale il 27% dei cattolici praticanti non sa che i Vangeli sono quattro...

Le profezie sulla morte della famiglia sono fondate?
Fra dieci anni, se la Chiesa non prende provvedimenti, io credo sarà un disastro. Oggi ci sono grandi difficoltà non perché la famiglia non è valida, ma perché non si prepara. Com’è possibile preparare due ragazzi con un corso prematrimoniale di pochi incontri, come accade oggi? Dobbiamo chiudere gli occhi e le orecchie per non vedere che dopo pochi mesi migliaia di famiglie si sciolgono, centinaia di monaci e sacerdoti abbandonano la strada intrapresa. Eppure Gesù ha parole di vita eterna! Gesù deve essere “sfruttato”, affinché possa entrare nella famiglia, nel seminario… Ma per capire questo bisogna incontrarlo, farlo entrare in tutta la nostra vita, fare in modo che ogni parrocchia ravvivi quotidianamente l’incontro con Lui. È Lui poi che ti porta a nuove carità, nuove forme di preparazione… chi incontra Gesù non deve aver paura di nulla, non perché abbia la verità in tasca, ma perché ha la chiave per capire i problemi.

E per chi non ha Gesù? I Comuni non organizzano corsi…
Io credo che anche un sindaco, anche un presidente della Repubblica dovrebbe avere il desiderio che i propri cittadini crescano. Anche a livello laico si dovrebbero tenere corsi che preparano alla vita, alla responsabilità. Credenti e non credenti in questo si rassomigliano, perché danno la “patente” di mettersi insieme ad un lui e ad una lei senza nessuna vera preparazione. È veramente la cosa più immorale, illogica, più tragica per l’uomo di oggi.

Oggi però è sempre tutto in discussione…
È tutto in discussione per chi non ha delle basi. Si pensi ai partiti: una volta creavano degli statisti, persone bellissime. Adesso la corruzione è presente a molti livelli per cui corrono il rischio di attrarre soltanto gli affaristi. Mi sembra che siamo un po’ “alla fine dell’impero”. Però, se l’intelligenza ci porta all’umiltà di capire che abbiamo bisogno di essere aiutati, la facciamo diventare una grande opportunità in cui i cittadini, i fedeli possano crescere.

Per la nostra Fraternità è di aiuto avere una regola…
La nostra regola non è che un piccolo strumento che si ispira al Vangelo. Ma per un cristiano normale – come anche noi siamo - qual è la regola? Il Vangelo.


 

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