Restituire curando. Il poliambulatorio dell’Arsenale della Pace di Torino

A cura della dr.ssa Maria Pia Bronzino

L’Arsenale della Pace, sede del Sermig, sorge a Torino a Porta Palazzo tra le mura del vecchio arsenale militare. Simbolo della possibilità di trasformare “le armi in aratri” ha da sempre aperto le sue porte per dare risposte di speranza in questo difficile quartiere. Una di queste è il poliambulatorio Giovanni Paolo II, attivato nel 1989 per offrire sostegno sanitario a chi non era coperto dal SSN. Oggi, a causa della crisi in atto, ha aperto i suoi servizi anche a chi non ha i mezzi per le cure. La sua aspirazione di privato sociale si traduce nell’esigenza di non essere supplente delle istituzioni, ma di svolgere un compito di sussidiarietà. Questo implica, nell’ottica di una maggior tutela della salute, la necessità di una collaborazione in particolare con la medicina di base, quindi un dialogo costante con i medici per semplificare i percorsi e poter offrire farmaci accessibili alle condizioni economiche degli assistiti.

Il centro medico è interamente gestito da personale volontario che, grazie alla disponibilità di una presenza quotidiana, garantisce l’apertura tutto l’anno. Sono medici, dentisti, infermieri, farmacisti, ottici che in questi 28 anni hanno permesso di erogare più di 200mila prestazioni. Questa disponibilità, che è restituzione di tempo e professionalità a chi è nel bisogno, diventa valore aggiunto per il quartiere e per la società.

I medicinali somministrati dai medici sono frutto di donazioni di privati, medici, aziende, organizzazioni religiose o di volontariato, farmacie, Banco Farmaceutico.

Il servizio è attualmente garantito da una sessantina di specialisti e dal 2015 si sono inseriti alcuni medici neolaureati in attesa di entrare nel mondo del lavoro.
Nel tempo sono aumentati gli specialisti che coprono vari settori della medicina (cardiologia; chirurgia generale; dermatologia; ematologia; fisiatria; gastroenterologia; ginecologia; neurologia; oculistica; ortopedia; otorinolaringoiatria; pediatria).

I pazienti stranieri continuano ad essere coloro che maggiormente affluiscono al poliambulatorio, ma aumenta il numero di italiani che usufruiscono soprattutto di cure odontoiatriche e fornitura di medicine non mutuabili e di occhiali. Nel 2016 le cinque nazioni più rappresentate sono state Marocco con il 36,60%, Nigeria (18,10%), Pakistan (6,65%), Italia (6,10%), Romania (5,13%).

Per far bene il bene si è negli anni costruita una rete con alcuni servizi pubblici e privati per offrire più risposte agli utenti e condividere l’esperienza: Banco farmaceutico; CPO; Coordinamento odontoiatria sociale; Cute projec; M.I.S.A; Parole in movimento (Circoscrizione 7); SISM; studenti infermieri Cottolengo; studenti infermieri San Luigi. Tali collaborazioni permettono di avvicinare anche le persone che trovano difficoltà nel seguire un percorso sanitario.

Emblematico è il Coordinamento Odontoiatria Sociale, ultima nata tra le collaborazioni con il servizio pubblico. È una rete che mette in sinergia i servizi dentistici volontari e la Città di Torino. È finalizzata ad offrire le prevenzione, cura odontoiatrica od ortodontica ai minori in affidamento e sta ampliando l’opportunità di cura anche agli adulti in difficoltà.

Gli studenti dell’Università di Medicina e Chirurgia, tramite il Progetto Ambulatorio, frequentano il nostro centro affiancandosi ai medici volontari e iniziando quindi un’esperienza ritenuta molto valida per il loro futuro professionale.

Il Poliambulatorio del Sermig continua la sua opera con gratitudine per le collaborazioni in corso che ne hanno arricchito il servizio. Ha sempre le porte aperte per accogliere contributi di idee e di percorsi comuni, soprattutto con i professionisti della salute, con l’obiettivo di migliorare le opportunità di sostegno a chi è nel bisogno.

Maria Pia Bronzino 

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torinomedica.org

 

 

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