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Slotmob

- di Francesca Fabi - NP marzo 2014 - 

Un gruppo di giovani, i loro sogni e un’idea, apparentemente piccola, che passo dopo passo si è fatta strada: premiare bar e locali che rinunciano al gioco. Il tutto attraverso iniziative pubbliche di sensibilizzazione e il passaparola per portare nuovi clienti e compensare così la perdita economica di chi rinuncia a slotmachine e simili. È nata così la campagna “Slotmob” a cui hanno aderito decine di associazioni e realtà del terzo settore. Il primo appuntamento a Biella, in Piemonte, con la premiazione di due bar, a cui sono seguiti altri trenta eventi in ogni regione italiana. “Siamo un movimento di cittadini mobilitati contro le nuove povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo”, spiega Daniele Albanese della Caritas di Biella, uno degli organizzatori della campagna.

Perché parlare di nuove povertà?
Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti. Il dilagante e irrazionale affidarsi alla “dea fortuna” sta creando nuove vittime, povertà e dipendenze che ci hanno allarmato. Non potevamo stare con le mani in mano davanti a una realtà dove si rovinano famiglie, si riempiono i centri di cura delle ASL, si arricchiscono le multinazionali del gioco d’azzardo e si crea un terreno fertile per l’azione della criminalità organizzata. I dati del Biellese sono impressionanti: gioca il 54% della popolazione, pari a 98mila persone con una stima tra i 900 e i 4.000 giocatori patologici. Ogni giorno vengono giocati, circa 673mila euro. Di questi, ben 130mila vengono persi.

Sono nati così gli eventi di Slotmob. Cosa sono esattamente?
È un modo per lanciare chiaro un messaggio: “Non stiamo più a questo gioco!”. L’obiettivo finale è chiedere una legge che limiti e regolamenti seriamente il gioco d’azzardo nell’interesse non delle lobby ma dei cittadini, soprattutto i più vulnerabili. Tuttavia, non volevamo aspettare i tempi, a volte troppo lunghi della politica, ma agire subito e soprattutto insieme. Lo slotmob nasce da un’idea semplice: andare insieme in tanti, decine o magari anche qualche centinaio di persone, a fare colazione in un bar che ha scelto di mettere da parte le slot e gli altri giochi d’azzardo. Al tempo stesso, vogliamo rendere visibile la dimensione del buon gioco, che è sempre un bene relazionale. E così, ogni volta, in concomitanza con lo slotmob, abbiamo organizzato un torneo di calcio balilla per giocare stando insieme in un clima di “sano e buon caos” per un paio d'ore.

Da un punto di vista ideale, invece, quale messaggio avete lanciato?
Lo Slotmob di Biella si è avvalso della partecipazione di alcuni testimoni come Leonardo Becchetti, economista civile. Lui ci ha parlato del concetto di capitale spirituale, elaborato da Zohar. Ovvero, la dotazione di sense making e ispirazione che attiva speranza, produttività, cooperazione e fertilità economica degli individui. Secondo Becchetti, “il deterioramento del capitale spirituale che non si identifica con singole appartenenze religiose è responsabile dell’accorciamento degli orizzonti, della perdita di speranza che porta cittadini, imprese dell’economia reale e finanziaria a virare su azzardo e speculazione piuttosto che su investimento di lungo periodo”. Idee fatte proprie anche da un altro ospite, l’economista Luigino Bruni, del movimento dei Focolari, convinto che la scelta dei locali, pur essendo in perdita, sia una delle condizioni per una rinascita civile ed economica della nostra società. Sono questi gli ideali che vogliamo comunicare.

Che riscontri avete avuto?
Penso che Slotmob abbia liberato energie positive che hanno fatto accendere una bella miccia di partecipazione civile. A Biella, ci abbiamo creduto moltissimo e la risposta delle persone e dei media locali e nazionali è stata positiva. Ora continuiamo il nostro lavoro nelle scuole insieme al Consultorio La Persona Al centro ed ASL per riuscire a prevenire il fenomeno sensibilizzando i giovani. L’onda è partita e non vogliamo fermarla. La gente deve capire che le criticità del gioco sono più forti dei volti da copertina delle occasionali vincite milionarie. Per questo è importante il ruolo di bar e locali.

Come valorizzarlo?
Slotmob è un modo per “premiare” le virtù civili, e soprattutto fare cultura e opinione. Per questo, vorremmo rendere la scelta di questi esercenti visibile ed imitabile, attraverso un marchio etico, il coinvolgimento della stampa, i social network ed il passaparola. Abbiamo mappato la città di Biella, e molte altre città in Italia, e andando sul sito “www.senzaslot.it” chiunque può decidere nella quotidianità di scegliere di consumare in maniera critica.

Ci saranno altri appuntamenti?
Sicuramente. Slotmob continua e a Torino si svolgerà nel pomeriggio di sabato 12 aprile, dalle 16 alle 18 con una conferenza, mentre dalle 18,30 alle 20,30 avremo l'aperitivo presso il Bar Buffet di corso Turati che ha deciso di eliminare già da parecchi anni le slot machine. La conferenza che si svolgerà presso il Salone Polivalente A. Gaglioti in via Sacchi 63, sarà incentrata sulle tematiche legate al gioco d'azzardo e tra i relatori avremo ancora una volta il professor Leonardo Becchetti, uno degli ideatori di Slotmob.