Sermig

ASD Total Sport

Marco Grossetti - NP marzo 2013

Total Sport è una scuola calcio per bambini e ragazzi disabili. È il sogno di ognuno di loro che diventa realtà: fare parte di una vera squadra.

TUTTO VERO
Sul campo dove si allenano i bambini e i ragazzi della scuola calcio Total Sport è tutto vero. La voglia e la fatica, le vittorie e le sconfitte, la rabbia e la gioia. L’unica cosa finta è l’erba, ma non è un problema, quella sintetica oramai la calpestano anche i campioni che giocano in Champions League. Nello stesso momento, a pochi metri di distanza, corrono dietro il pallone anche bambini e ragazzi che apparentemente non hanno nessun problema. Una riga bianca di gesso divide il campo in due, ma non ci sono barriere e recinti, simboli sulle tute o sulle magliette per distinguere tra giusti e sbagliati, normali e diversi. Da una parte e dall’altra ci sono gli stessi ostacoli da saltare, gli stessi palloni per fare goal, la stessa erba finta su cui correre. E gli stessi sogni da realizzare.

TUTTO AL CONTRARIO
Total Sport ha un referente per l’area tecnica ed uno per l’area educativa, che sotto la supervisione di una psicologa e la direzione tecnica di Attila Malfatti, allenatore dei giovanissimi della Juventus, cercano di aiutare le persone a stare bene attraverso il calcio. Tutto è iniziato quando Davide Leonardi, il mister di questa squadra e l’anima di questo progetto, andando a giocare con i suoi amici si è accorto di Michaela, una ragazza down che li seguiva sempre facendo il tifo per loro. Spostava le porte, portava i palloni, riempiva le borracce. Loro, quelli normali, giocavano, e lei, quella diversa, guardava. Davide un giorno ha pensato che sarebbe stato molto più normale il contrario: lui a fare il tifo, spostare le porte, portare i palloni e riempire le borracce, i ragazzi e le ragazze come Michaela a giocare.

TUTTO UGUALE
Allora ha iniziato a fare ricerche sul calcio e sulla disabilità per capire cosa poteva fare. In Inghilterra ha scoperto un mondo diverso davvero: squadre di calcio in ogni città e una lega nazionale parallela alla Premier League. Il progetto Total Sport è partito ad ottobre 2012 ed in pochi mesi i bambini e i ragazzi con disabilità fisica o mentale coinvolti sono diventati trenta. Davide racconta che non devono essere trattati in maniera diversa perché non hanno niente di diverso. L’idea è quella di insegnare loro il calcio in modo professionale: quattro allenamenti alla settimana, lavorando sulla parte tecnica, tattica ed atletica per provare a diventare davvero una squadra. Il campo è uno spazio felice dove possono respirare allegria e fiducia, sbagliare senza essere giudicati, essere liberi di andare piano. Tutto quello che imparano, poi, gli serve nella vita di tutti i giorni: comportarsi in un gruppo, perdere senza smettere di giocare, aspettare il proprio turno, accorgersi che esistono anche gli altri.

TUTTA ITALIA
Il prossimo anno Total Sport ha in programma di aprire in giro per l’Italia dieci nuove Academy come quella di Torino, guidate ognuna da un’equipe multidisciplinare in cui la parte tecnica ed educativa saranno curate con una programmazione settimanale, semestrale ed annuale per sviluppare un metodo, un percorso e degli appuntamenti comuni per tutte le scuole calcio. L’idea è quella di fare incontrare in due location diverse tutte le Academy per due appuntamenti a metà e a fine anno: un campionato di apertura ed uno di chiusura, come si fa in Argentina. Il progetto è totalmente gratuito per i bambini e i ragazzi che partecipano. Come qualsiasi altra squadra di calcio Total Sport è alla ricerca di sponsor perché ogni scuola calcio costa settantamila euro all’anno. Anche per questo è in fase di creazione una linea di merchandising, per diffondere il messaggio e lo stile Total Sport, come fanno le squadre dell’NBA: una mascotte, le cheerleaders, un album di figurine ed ogni tipo di gadget. Per finanziare il progetto, ma soprattutto per regalare a questi bambini e a questi ragazzi il sogno di fare parte di una vera squadra di calcio, come quelle che vedono in televisione.

TUTTO UN SOGNO
Ricky è uno dei piccoli campioni di questa squadra. Gioca con le stampelle e riesce a partecipare agli allenamenti soltanto una volta alla settimana perché abita fuori Torino. Allora aspetta sempre il suo momento più bello. Sabato mattina. Quando può correre e fare gol come tutti gli altri, andando soltanto un po’ più piano di loro. Davide e tutte le persone che lavorano con lui intanto non smettono di sognare. Per fare diventare lo sport davvero totale hanno mille idee. Attivare un city-camp estivo in cui bambini e ragazzi disabili possano passare le loro vacanze facendo sport, aprire scuola di rugby, portare un gruppo di ragazzi a Rio de Janeiro nel 2016 per vedere la Paraolimpiadi, creare una Lega Nazionale parallela alla serie A come hanno fatto in Inghilterra, partecipare ad un Mondiale di calcio per ragazzi disabili, insegnare a giocare così bene a qualcuno di loro, da poterlo mandare dall’altra parte del campo senza che nessuno se ne accorga. Per adesso si accontentano di vedere Ricky fare gol, lanciare le stampelle al cielo ed esultare come se avesse appena vinto la Coppa del Mondo. Libero e felice, come tutti i suoi compagni di squadra.