Sermig

Due spiccioli e un doppio grazie

La veglia di Capodanno 2017 all’Arsenale dell’Incontro è stata scandita da cinque parole chiave: misericordia, pace, commozione, giovani e grazie. Alla parola grazie abbiamo associato la restituzione, raccontando ai giovani presenti l’esperienza del Cenone del digiuno che da tantissimi anni il Sermig vive: restituire l’equivalente della spesa per i festeggiamenti perché diventi vita per altre persone che non hanno il necessario.

Ci eravamo chieste come proporre questo gesto in un modo che potesse coinvolgere tutti, anche i giovani iracheni profughi in Giordania che da mesi frequentano con assiduità gli incontri di preghiera. “Oggi vi proponiamo di non comprare patatine e merendine alla fine dell’incontro, e di restituire l’equivalente di quello che avreste speso”. Gli occhi di Majd – che fino a quel giorno al momento della restituzione erano sempre rimasti bassi e velati di tristezza – si sono illuminati improvvisamente: il sacchetto della restituzione interpellava in modo concreto anche lui e gli unici due spiccioli che aveva! La gioia e la dignità con cui si è svuotato le tasche saranno difficili da dimenticare.

E da quel giorno ogni martedì al momento della restituzione Majd si svuota le tasche, felice. Dom Helder Camara amava ripetere: “Nessuno è così ricco da non poter ancora ricevere qualcosa, e nessuno è talmente povero da non avere niente da dare”. A Capodanno abbiamo toccato con mano che se una persona che è o si sente povera (di beni materiali ma anche di beni spirituali o di valori) è aiutata a scoprire che anche lei ha qualcosa da restituire, sale a Dio un doppio grazie: quello di chi dà e quello di chi riceve. In fondo è questa la speranza che è alla base del cammino del Mondiale dei Giovani.

Arsenale dell'Incontro
Madaba - Giordania