Sermig

Triduo Pasquale con 400 giovani

Passare il Triduo Pasquale all'Arsenale della Pace significa immergersi in un tempo ricco di preghiera e di lavoro. Più di quattrocento giovani riempiono l'Arsenale, pronti a darsi da fare: c'è chi smista vestiti, chi sposta mobili, chi lavora la terra, chi si impegna in cucina, chi passa il proprio tempo con i ragazzi del quartiere. Il senso profondo di ogni servizio è lo stesso: la felicità è rendere felice qualcun'altro.

L'Arsenale, finestra aperta sul mondo, anche in questi giorni interroga le coscienze: il "pranzo dei popoli" mette il mondo a tavola. Ricchezza, povertà, sazietà e fame sono al centro di una riflessione molto concreta.
Ci si prepara alla Pasqua in modo intenso: la preghiera scandisce la giornata, il Vangelo si anima, Dio è nelle riflessioni di tutti, anche dei più dubbiosi. Ci si pongono domande importanti: quali sogni ci sono nei cuori di ognuno? Chi è Dio nella vita di tutti i giorni? Da che parte si sceglie di stare?

Si attende insieme la Pasqua, festa di un Dio che in tutta la sua umanità, dopo le sofferenze, i tradimenti e l'abbandono, sconfigge la morte.
Si ricorda, insieme, che la Pasqua può avvenire nel cuore di chiunque abbia il coraggio di mettersi in ascolto.

Chiara Vitali (Bergamo)



Poesia di Ernesto Olivero pubblicato su AVVENIRE nel giorno di Pasqua


Resurrezione

Mai cieli e terra
sono stati così uniti
come quando
Gesù è stato deriso,
insultato, ucciso.
Con lui la Madonna
che lo incoraggiava
con la sua presenza.
C’era anche il Padre
con le sue lacrime
senza fine.
Quando Gesù
è stato deposto nella tomba,
Dio lo ha vegliato,
era lì vicino
e dopo tre giorni
lo ha abbracciato
per dargli vita.
È questa la Resurrezione:
l’abbraccio di Dio.