Insieme è possibile

La marcia 2016 di bambini, giovani e famiglie del quartiere multietnico di Porta Palazzo organizzata da Sermig - Arsenale della Pace, ASAI, AMECE, Cecchi Point, Zhi Song, Ass.Commercianti del Balon, Con la partecipazione di Babacar Sall e dei 10100.

Quando mettiamo le ruote all'Arsenale, controlliamo bene la pressione perché sono sempre di più le persone che salgono sul sogno, per cui è meglio essere sicuri che a scoppiare sia solo la gioia, le gomme meglio di no. Il sogno che quest’anno portiamo per le strade di Porta Palazzo si chiama “inSIemeèposSIbile”, noi lo stiamo vivendo già da alcuni anni. Ci sono voluti tanti sì da parte di tutti e oggi insieme è possibile fare i compiti, imparare a leggere, ballare, giocare, raccontare storie, cantare... Allora abbiamo pensato: se lo possiamo fare noi, possono farlo tutti, se noi stando insieme siamo diventati amici, tutti possono diventarlo.
Dall'amicizia può nascere il mondo che abbiamo nel cuore: un mondo di giustizia, di case belle per tutti, di lavori gratificanti per tutti, di scuole per tutti, di cure per tutti e di famiglie unite che si vogliono bene. Noi non credevamo che avremmo potuto trasmettere un messaggio così forte, eppure sì! Abbiamo messo le ruote all'Arsenale e le gomme hanno resistito anche all'energia di tutti i bambini che salivano sul sogno. E anche la gente attorno a loro saliva e saliva…

Onofrio


Molte volte, anzi troppe ho sentito parlare di violenza: sulle donne, sui bambini, su persone di religione diversa ma anche della stessa religione, su esseri umani qualsiasi.
Ho sentito parlare delle guerre nel passato ma soprattutto nel presente: guerre in Siria, in Palestina, in Somalia, in Afghanistan… Ne ho sentito parlare a scuola e fuori.
Troppe volte mi sono sentita impotente e fragile, impotente perché nonostante gli sforzi fatti, tutto davanti ai miei occhi  si presentava inutile, insignificante, perché ciò che secondo me sbagliavo mi faceva star male, mi faceva “perdere la speranza”.
Io sono consapevole del fatto che anche nel mio piccolissimo non riesco a fare qualcosa di piccolissimo per il mondo, ma non voglio pensare al fatto che molte persone cerchino di impedirmelo, cerchino di impedire di rendere questo mondo migliore per loro stessi, ma soprattutto per migliaia di giovani come me, di farci vivere in pace con gli altri e con noi stessi.
Molti sognano un cellulare nuovo, soldi, vestiti, ma da quanto frequento l’Arsenale della Pace io sogno la PACE NEL MONDO, un sogno che ci vorrà molto che si realizzi, ma per cui molti continuano a sperarci, crederci e soprattutto provarci.
Io dico basta alle brutte cose, ma chi sono io per fermare le brutte cose, sono UNA su SETTE MILIARDI DI PERSONE, ma se tutti assieme noi ci unissimo, possiamo almeno tentare perché L’UNIONE FA LA FORZA no?

Eva


Non penso che qualcuno avrebbe mai pensato prima, che un giorno che noi un giorno avessimo potuto trasmettere un messaggio così tanto grande, tanto forte, tanto e tanto sentito, eppure sì!
Eravamo centinaia di giovani quel giorno, centinaia di ragazzi diversi, provenienti da diverse regioni d'Italia, da diversi posti del mondo, eppure avevamo tutti la stessa idea, eravamo convinti di voler trasmettere il nostro messaggio a questa città o meglio a tutto il mondo.
Secondo me, anzi secondo tutti noi, tutto è possibile se si è uniti, insieme, ma soprattutto se ci crediamo fino in fondo.
In questa marcia abbiamo ballato, camminato, saltato, riso, scherzato, ascoltato, ed eravamo tutti insieme, indipendentemente da chi "esteticamente" siamo, perché secondo noi è arrivato il momento di aprire gli occhi e invece di dare peso alle differenze, dovremo dare valore ai sogni, e credo che la marcia del 28 dicembre sia stato il primo passo per la realizzazione di questo nostro sogno.

Hassna


Una marcia in cui l'unico obiettivo era quello di dire agli altri che INSIEME è POSSIBILE. Una marcia a cui abbiamo dedicato molto tempo perché ci crediamo, crediamo al fatto che insieme tutto è possibile, TUTTO, anche ritrovare la pace che purtroppo non abbiamo a causa di guerre, a parer mio inutili. Che gusto ci trovano a farsi del male a vicenda? Non credono anche loro che una vita senza guerre, senza la paura di perdere una persona importante in essa sia migliore? Con questa marcia volevamo far capire che, nonostante la diversità che abbiamo tra noi, sappiamo stare insieme, uniti nel credere che un giorno anche gli altri capiscano che stare insieme senza farsi la guerra a vicenda è POSSIBILE e rende il mondo dove viviamo un posto MIGLIORE.

Sara


Mi è sempre stato detto che per andare avanti probabilmente avrei dovuto contare solo su di me, che tutti pensano prima a se stessi, poi se gli avanza del tempo lo dedicano a qualcuno, ammesso che lo vogliano fare.
Mi hanno sempre detto: "Guarda che se vuoi una cosa ti alzi da sola e te la cerchi, da sola. Non contare su nessuno, con gli altri non puoi fare nulla, ognuno pensa a se stesso e tu dovresti fare lo stesso”, sottolineando quella parola come se fosse l'unica fonte di salvezza, l'essere soli.
Sono cresciuta un po' sotto queste parole, queste frasi, queste idee.
Me lo sono sentita dire da persone che in realtà a stare insieme non ci avevano mai provato, da persone convinte che FIDARSI sia un male, persone che si sono private da sole di qualcosa, forse perché non volevano o forse semplicemente perché volevano proteggersi da un qualcosa che magari nemmeno esisteva.
Me lo sono sentita ripetere fino allo sfinimento, stesse parole, stessi pensieri, stesse convinzioni.
E ad oggi credo che il motivo per cui mi sono sempre state dette quelle cose, è perché quelle persone non avendo al loro fianco qualcuno che quest'idea gliela cambiasse, hanno deciso di passarla a me.
Ma come credere a quelle cose quando tu insieme agli altri STAI BENE? Come credere che un amico che quando hai bisogno corre ad aiutarti, un giorno possa essere il primo a farti del male? Come credere che in un posto in cui tutto è messo da parte, tranne te stesso, non possa farti crescere bene insieme agli altri?
Io invece oggi credo, che INSIEME sia più bello, più facile, più divertente. Mi sto convincendo sempre di più del fatto che insieme sia possibile.
Perché penso che stare insieme voglia dire vincere le sfide più importanti credendoci.
Ecco, è questo il motivo per cui io non mi fido del fatto che da soli ce la si possa fare comunque, perché sì, da solo fai un passo in avanti, ma con un AMICO ne fai due e anche con qualche risata.

Fatima


foto: A. Riva / NP

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foto: G. De Franceschi / NP

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