Servire la pace

Isaia annuncia un tempo
in cui le armi saranno tramutate
in strumenti di lavoro.
Il profeta parla a nome di Dio,
dunque la pace è possibile
ma l'uomo deve volerla.
Ci sarà pace
se ci sarà riconciliazione,
se ci si chiederà reciprocamente perdono,
se l'odio si scioglierà,
se emergeranno rispetto,
concordia, mansuetudine.
Dedichiamo la nostra vita,
la nostra preghiera incessante
a convertire il "lupo" della guerra, della fame,
della disoccupazione, della non vita
e soprattutto il "lupo" che è in noi
perché la pace, che è dono di Dio,
si manifesti tra gli uomini.
Serviamo la pace con tutto il cuore,
un cuore disarmato
che ha cancellato le parole
nemico, rancore, mio
per sostituirle con la parola "perdono".

 

 
"Esulta grandemente figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d'asina. Farà sparire i carri da Éfraim e i cavalli da Gerusalemme, l'arco di guerra sarà spezzato, annunzierà la pace alle genti, il suo dominio sarà da mare a mare e dal fiume ai confini della terra"      (Zc 9,9-10).

"Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio" (Mt 5,9).