Fraternità della Speranza

Avvicinandoti a noi
troverai una Fraternità
di giovani, coppie di sposi e famiglie,
monaci, monache e sacerdoti
che sono insieme responsabili
della Fraternità e del carisma.
Tra noi siamo diversi
per età e per stato di vita,
ma tutti affidiamo totalmente
la nostra vita a Dio
seguendo Gesù con piena fedeltà,
chi nel vincolo del matrimonio,
chi con una speciale consacrazione,
chi nel sacerdozio ministeriale,
e ci impegniamo ad imitarLo
nella povertà , nella castità , nell'obbedienza.
Siamo nel mondo
con il cuore abitato da Dio.
Viviamo tutti del nostro lavoro
rispettando la chiamata di ognuno;
sappiamo tutti, e ce ne rallegriamo,
che nulla ci appartiene
e tutto ci è dato per essere condiviso e restituito.
Abbiamo in comune il tempo della preghiera,
del servizio, del lavoro,
della formazione permanente
e l'impegno di non trascurarli mai.
Riconosciamo la Parola
e il Magistero della Chiesa
come il nostro fondamento
perchè ci aiutano a vivere nel mondo
senza essere del mondo.
Il nostro abito è quello della gente comune,
dignitoso ma semplice.
Non è l'abito a indicare
la nostra appartenenza a Dio,
ma la bontà, il volerci bene
e lo stimarci tra noi.
Se saremo abitati da Dio
e Lo ameremo con tutto il nostro cuore,
con tutte le nostre forze,
con tutta la nostra debolezza,
saremo rivestiti di Lui
ed avremo il suo profumo.
Non ricerchiamo potere e privilegi,
siamo a servizio con umiltà
sapendo stare all'ultimo posto come al primo.
Cerchiamo di far incontrare Dio
ad ogni persona che ci avvicina,
in ogni momento,
con un comportamento buono,
modesto, nascosto.
Persone povere e buone,
semplici e sincere,
persone che tentano di essere
un pezzo di pane che tutti possono mangiare,
persone che non ostentano il loro Signore
ma Lo vivono.
Accogliamo con gioia i talenti
di cui il Signore ci ha arricchiti
mettendoli a servizio gratuitamente
dove ci è richiesto.
Tra noi ci chiamiamo "amici",
ricordando la parola di Gesù
che ai suoi ha detto:
"Non vi chiamo più servi, ma amici".

 

 
"E gli disse: "Seguimi". Egli, alzatosi, lo seguì" (Mc 2, 14).
"Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi"
(Gv 15, 15).

"Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò . Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero" (Mt 11, 28-30).

"Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò , e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto
cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cin- que talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò auto- rità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone"
(Mt 25,19-21).

"Rivestitevi del Signore Gesù Cristo" (Rm 13, 14).

"Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore" (Mt 9, 36).

"Signore da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna" (Gv 6, 68).