Pilastri di una nuova fondazione

Quando ho scritto “La gioia di rispondere sì” ho raccontato la nostra storia spirituale, le nostre gioie, i nostri dolori. Tutto è avvenuto grazie a Dio, grazie a tanti che ci hanno dato fiducia, ci hanno fatto sentire che Dio è amore e continua a scommettere su persone semplicemente disponibili che gli dicono di sì.

È per un’esigenza d’amore e di gratitudine che in questa nuova edizione voglio ricordare Giovanni Paolo II, dono dello Spirito per il nostro tempo. Egli ci ha accompagnato per tutto il suo pontificato con la sua amicizia, ha confermato il nostro cammino e benedetto la Fraternità. Il 14 gennaio 2004 gli ho donato la prima copia della Regola, come segno di fedeltà alla Chiesa. E lui, con mio grande stupore ed emozione, il 31 gennaio durante l’incontro “La pace vincerà se dialoghiamo” nell’Aula Paolo VI, me l’ha restituita con la sua firma autografa, apposta sulla prima pagina.

Dopo la morte improvvisa di Maria Teresa Canavese, nella nostra Fraternità in Terra Santa di Giordania, ho aggiunto alcune parole al capitolo “Il tempo della fragilità”. Con il suo sì ci ha insegnato che in ogni età della vita ci si può donare con gioia al Signore, ci ha fatto capire che cielo e terra sono uniti e vivono in comunione nell’amore.

Lo stesso amore mi spinge a ricordare Dom Luciano Mendes de Almeida, ispiratore della Regola, vero padre e maestro di vita:


Caro dom Luciano,
sei partito per il Cielo il 27 agosto del 2006.
Troppo in fretta, secondo me, secondo tanti.
Ma non secondo Dio,
che è Padre e fa tutto per il bene.
Tu, dom Luciano,
non hai mai cercato onore e primi posti,
e il potere che ti è stato affidato
non l’hai usato per te,
ma solo per servire.
Per la grazia di averti conosciuto
e più ancora per quella di esserci incontrati nel cuore,
dove solo il vero bene ha spazio,
ho toccato con mano in te
quello che credevo impossibile:
una santità normale, feriale, 24 ore su 24.
Tu ci hai amato da subito,
ci hai benedetto mille volte,
ci hai sostenuto,
a parole e coi fatti.
E noi, grazie a te,
siamo entrati più decisamente
nel progetto di Dio.
E da subito, con te, ci siamo sentiti speciali:
“eravamo amati da dom Luciano,
forse i prediletti”.
Lo so che continuerai ad amarci:
anche fra mille anni,
se Dio darà tanta vita al Sermig,
tu ci amerai ancora,
veramente e discretamente.
Dom Luciano,
questa nostra Regola è tua,
la vivevi con noi.
A te la dedico,
a te dedico il Sermig,
e ogni nostro sforzo.
E ti ripeto ancora
e ancora e ancora
chiedendo che la nostra voce ti accompagni:
ti voglio bene, dom Luciano!
Dom Luciano, ti vogliamo bene!
E so che anche tu
continuerai a dirmi:
“Ernesto, ti voglio bene!
Ernesto, vi voglio bene!”


Torino, 8 dicembre 2006
Festa dell’ Immacolata Concezione di Maria