Ogni attività nasce da un incontro, con persone,
luoghi, situazioni complesse e gravi… che possono essere comprese
essenzialmente nell’umiltà di cercare di calarvisi dentro,
per quanto possibile "nei panni degli altri".
Si crea così la possibilità di un cammino comune e di
uno scambio profondo di esperienze, che possano essere sotto ogni
aspetto fattori di successo nel dare indispensabili risposte concrete.
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Punti di forza
L'intento è ovviamente non di operare puramente quale ente
finanziatore, ma di dare priorità in ogni iniziativa ad alcuni
punti di forza, che ne assicurino il successo, la continuità
e la diffusività:
Costruire o ricostruire un tessuto comunitario:
è necessario che nasca in loco una comunità, animata da valori
autentici, spiritualità, che col tempo assuma pieno coordinamento
dei progetti, nella promozione del bene comune;
Ampio coinvolgimento:
coinvolgere una ampia base popolare per contribuire sempre
più nel sostenere in tutte le forme possibili le iniziative;
Crescere nella capacità di essere, di agire, di scegliere:
orientare ogni attività verso la crescita in dignità della
persona, nella convinzione che ciascuno può realizzarsi pienamente,
investendo in solidarietà le sue potenzialità.
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| La via dell'autosviluppo
Si creano così le premesse non di realizzazioni estranee alla
realtà in cui devono radicarsi, ma di un autosviluppo,
in cui sempre più i beneficiari diretti diventino protagonisti
responsabili, e in grado di coinvolgere il sostegno locale possibile.
Realizzazioni che tentano di diventare modelli e proposte aperte
e coinvolgenti per altre realtà del luogo, senza mancare di responsabilizzare,
proprio per l'autorevolezza di risultati raggiunti, anche le autorità
locali troppo spesso latitanti.
Accanto agli indispensabili interventi finalizzati ad accoglienza
e servizi (sanità, abitazione, alimentazione...), si
stimola inoltre sempre più la realizzazione di progetti
di produzione reddito che alimentino imprenditorialità
e professionalità e costituiscano risposte concrete e durevoli
all'estremo fondamentale bisogno di lavoro, di sviluppo. Questo
sia attraverso una formazione professionale adeguata, che
con l'avvio di attività autonome produttrici di reddito, adatte
alle opportunità locali.
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| "Esclusi" L'incontro
con il Brasile ci ha fatto conoscere in particolare la drammatica
realtà in cui vivono milioni di bambini e di giovani, che
hanno la strada come maestra, casa, vita.
In Brasile bambini, ragazze e adolescenti con meno di 19 anni
sono 65 milioni - il 45% della popolazione.
Più di 40 milioni di loro soffrono carenze di base: alimentazione
- che provoca deficienze mentali irreversibili - salute, casa,
scuola...
Più della metà dei bambini e ragazzi vivono in famiglie il
cui reddito mensile non supera i 35-50 dollari.
Il 28% dei bambini tra i 7 e i 14 anni è analfabeta; il 51%
nel Nordeste.
Milioni di bambini e ragazzi vagabondano nelle strade, vivendo
alla giornata. Di questi 800.000 sono bambine, 500.000 di
loro sono nella prostituzione giovanile.
Molti muoiono assassinati, 1500 l'anno, più di 4 al giorno
in media.
Il Brasile, nello stridente contrasto tra le sue immense
potenzialità, le sue ricchezze, e la disperazione delle masse
di "esclusi" dalla società, ormai "di troppo",
è una realtà particolarmente emblematica del sottosviluppo.
I bambini di strada, qui come altrove, sono la punta di
diamante di questo fenomeno, tragico ed esplosivo; la negazione
del futuro.
Facendo esperienza, nella condivisione delle situazioni, occorre
innanzitutto capire le cause: tanta terra senza gente, tanta
gente senza terra, il frutto assurdo del latifondo, genera
ormai da decenni l'incessante massiccio esodo verso le città,
grandi e piccole, da ogni angolo del Paese, alla ricerca di
opportunità che non possono però che rivelarsi illusorie in
uno scenario di malsviluppo e di abbandono.
Ma la stessa realtà, nella particolarità delle situazioni, non è estranea
a nessun luogo di ogni terra del Terzo Mondo tra bambini che
non andranno mai a scuola, sopravvivranno finché potranno
in lavori usuranti o nell'abbandono della strada, saranno
coinvolti in violenze e guerre.
E si affaccia anche nel mondo ricco, dove anche lì l'emarginazione
tende sempre più a trasformarsi in una esclusione irreversibile
dalla vita della società.
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| I due fronti
La CIS, in tante parti del mondo, lavora allora principalmente su due
fronti, complementari:
· con i bambini in miseria, con chi è privo di abitazione
e dei servizi più elementari, per lenire le conseguenze della situazione
e porre basi per prospettive nuove di vita.
· affrontando il problema alle sue radici, quelle della miseria.
Progetti per la formazione agricola dei giovani nelle campagne per consentire
l'insediamento stabile sulla terra dei contadini e delle loro famiglie.
Progetti di generazione reddito che sfruttino nelle zone urbane opportunità
sostenibili.
L'iniziativa Vita ai Bambini è in sostanza il baricentro
dell'insieme di tutti i progetti e gli interventi a favore
di realtà nel Terzo Mondo. Attorno allo spirito e al metodo
di "Vita ai bambini" ruota l'insieme delle iniziative
svolte, in svolgimento e in progetto.
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| Le azioni di pace
Abbiamo scelto di non basarci fondamentalmente sul sostegno di enti pubblici,
ma di poggiare sulla volontà di partecipazione e di condivisione
della gente, chiamata a "farsi Provvidenza".
Tantissimi hanno risposto in Italia alle iniziative e alle proposte mettendo
a disposizione loro risorse economiche, culturali, creative. Abbiamo chiamato
queste proposte "azioni di pace", un investimento in un futuro
di speranza concreta.
Molti hanno deciso di "adottare" un bambino povero,
nel senso di inserire nel proprio bilancio famigliare l'equivalente
per mantenere un bambino come facesse parte della propria
famiglia. Ciò avviene spesso attraverso la devoluzione dell'equivalente
di una giornata lavorativa al mese. Un'adozione un po' particolare,
perché non tanto indirizzata ad uno specifico bambino, ma
a sostenere quei progetti che si rivolgono direttamente a
dare una dignità di vita ai bambini impoveriti e a quelli
di strada, a prevenire tali condizioni di vita.
Chi ha scelto questo cammino ci ha testimoniato che "farsi
angelo" per i bambini lo ha aiutato a cambiare vita e
mentalità, provando la gioia della condivisione e vivendo
nella propria vita valori autentici.
Come il nostro carissimo amico brasiliano dom Luciano Mendes
de Almeida ricorda incessantemente, "il bambino di strada
non è il problema, ma la soluzione dei nostri problemi, se
ci apriamo a capire cosa lo porta in strada, a coinvolgerci,
a vivere semplicemente, perché tutti possano, semplicemente,
vivere".
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| Iniziative e realizzazioni
La vocazione originaria di cooperare al lavoro dei missionari si è
tradotta, nell'arco di quaranta anni, in centinaia e centinaia di
progetti e interventi.
Di alcuni, i più recenti, vogliamo presentare alcune informazioni,
che aiutano a condividere difficoltà e speranze.
E' stato possibile agire in molte realtà diverse, per vari
tipi di realizzazioni.
Accanto ai progetti di sviluppo si affiancano anche interventi di emergenza,
soprattutto mediante invio di materiali e attrezzature di
prima necessità.
L'obiettivo di questi invii è duplice: portare una testimonianza
attiva di pace e condivisione in situazioni di guerra e violenza,
e contribuire a far fronte ai bisogni più urgenti di quanti
ne sono vittime. E aprendo la strada a possibili altre forme
di presenza, quando le condizioni vengono a consentirlo.
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| La Re.Te. - Restituzione Tecnologica
Uno dei veicoli privilegiati di attuazione dei criteri e
degli obiettivi della CIS è il gruppo Re.Te. del
Sermig. Costituito da persone di competenze tecniche diverse,
attorno alle quali ruotano esperti disponibili di volta in
volta alle consulenze del caso, il suo ruolo è di individuare
risposte tecniche concrete a necessità di realizzazioni in
Terzo Mondo, funzionali quanto semplici e adatte sotto vari
punti di vista (basso costo, semplice manutenzione, possibile
autorealizzazione in loco...) alle realtà cui sono destinate.
Ancora una volta l'obiettivo è di colmare un bisogno ma affrancando
quanto più possibile da dipendenza; e al contempo cercando
di offrire anche quanto più possibile delle risorse che la
tecnologia mette a disposizione.
Le prospettive di lavoro sono in questa fase orientate verso
alcuni percorsi che si sono mostrati particolarmente importanti:
tecniche di utilizzo sostenibile delle risorse locali: coltivazioni
e allevamenti, impianti di molitura, piscicoltura, avvio della
apicoltura razionale.
collaborazione nella progettazione e realizzazione di infrastrutture:
acquedotti, costruzioni, installazioni e utilizzo di apparecchiature
e impianti.
produzione di energia fotovoltaica per alimentare impianti
di illuminazione (scuole, centri comunitari, dispensari.)
refrigerazione (conservazione di vaccini e medicinali in frigoriferi
eutettici), pompaggio, alimentazione di piccole utenze (elettromedicali,
televisione, computer.);
utilizzo della energia solare per cucina e potabilizzazione
di acqua pulita;
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Orizzonti e prospettive
Queste tracce di storia e immagini di quotidianità non intendono
mai diventare statiche.
Nuovi orizzonti si individuano a partire dalla disponibilità di riflettere,
ridiscutere, alla luce del fare bene il bene e discernere con umiltà
e attenzione i segni dei tempi, i bisogni, le carità che la Provvidenza
di volta in volta fa incontrare.
Il Sermig intende mantenersi fedele a questo orientamento
che, negli anni, ha consentito passi significativi, risposte
via via nuove e interessanti che aprono un cammino. Così si
vive la missione di testimoniare, con la propria vita, Gesù
via, verità e vita.
Nei "sogni" che nascono da questo desiderio di fedeltà,
c'è oggi l'apertura di nuovi "Arsenali" là
dove il Signore suggerirà, in grandi città, in luoghi provati
da miseria e non pace.
Come sempre, tanto la continuità tenace dei progetti e degli interventi
in corso, quanto la loro crescita, il loro moltiplicarsi dipenderà
anche dal "farsi Provvidenza" di tutti coloro che accetteranno
attraverso una personale, costante, "azione di pace", di coinvolgersi,
di dar significato nuovo alla propria vita in uno spirito di mondialità
e restituzione.
Sempre, in ogni situazione è possibile fare qualcosa.
Con passione, nel dono, il destino dei poveri può cambiare: dalla
disperazione alla speranza.
Insieme, l'impegno di ciascuno, può essere decisivo per una
o molte vite. |
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